vmware esx: migrazione
dicembre 30, 2009 by admin
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La migrazione è il processo che consente di spostare una macchina virtuale tra più host. Se la macchina virtuale è spenta o sospesa, il processo è chiamato migrazione a freddo o semplicemente migrazione. In questo tipo di migrazione, non è necessario che le macchine virtuali condividano lo storage e supportino la migrazione tra data center.
Se la macchina virtuale è accesa, il processo di migrazione viene chiamato migrazione a caldo o migrazione con VMotion. La migrazione con VMotion consente di migrare le macchine virtuali senza interrompere le attività, ma richiede la registrazione della licenza di VMotion nonché storage condiviso e una configurazione molto specifica. La migrazione con VMotion non supporta la migrazione tra data center.
VMotion è uno dei principali requisiti per l’uso di VMware DRS per gestire le risorse dei server di un data center, come spiega il corso Gestione delle risorse in VMware vSphere.
La migrazione a freddo sposta i file di configurazione delle macchine virtuali e riposiziona talvolta i file dei dischi. La migrazione a freddo prevede 3 passaggi principali:
Passaggio 1: vCenter Server sposta i file di configurazione, tra cui i file di configurazione del BIOS NVRAM, i file di registro, il file di sospensione per le VM sospese e, opzionalmente, i dischi delle macchine virtuali dall’host di origine all’area di storage associata all’host destinazione.
Passaggio 2: vCenter Server registra la macchina virtuale sul nuovo host.
Passaggio 3: al termine della migrazione, vCenter Server elimina le versione precedente della macchina virtuale dall’host di origine.
Se durante la migrazione si verificano errori, vengono ripristinati lo stato e la posizione originale della macchina virtuale.
Per eseguire la migrazione, è possibile spostare le macchine virtuali manualmente o impostare un’attività programmata.
La migrazione con VMotion consente di mantenere i processi attivi in esecuzione durante la migrazione. Tutto lo stato della macchina virtuale e il suo file di configurazione, se necessario, vengono spostati sul nuovo host, mentre lo storage dei dati rimane nella stessa posizione nello storage SAN condiviso tra i due host.
Le informazioni sullo stato della macchina virtuale includono il contenuto attuale della memoria e tutte le informazioni che definiscono e identificano la macchina virtuale. Il contenuto della memoria include i dati delle transazioni e qualsiasi bit del sistema operativo o applicazione presenti nella memoria. Le informazioni di definizione e identificazione memorizzate nello stato comprendono tutti i dati mappati agli elementi hardware della macchina virtuale, come il BIOS, le periferiche, la CPU, gli indirizzi MAC per le schede Ethernet, gli stati dei chipset, i registri e così via.
Questo schema mostra una configurazione elementare per illustrare il funzionamento della migrazione delle macchine virtuali con VMotion. Gli host di origine e destinazione hanno entrambi accesso a un datastore condiviso che contiene i file delle macchine virtuali. Gli utenti accedono alla macchina virtuale A tramite la rete Production (Produzione) evidenziata in arancione nello schema. La rete VMotion è evidenziata in blu.
Quando un amministratore utilizza la procedura guidata Migration (Migrazione), VMotion copia lo stato della memoria della macchina virtuale dall’host di origine a quello di destinazione nella rete VMotion. Mentre VMotion copia la memoria, gli utenti continuano ad accedere alla macchina virtuale ed è possibile quindi che aggiornino le pagine della memoria. VMotion mantiene un elenco delle pagine modificate in una mappa di bit della memoria sull’host di origine.
Quando VMotion ha copiato la maggior parte della memoria della VM dall’host di origine a quello di destinazione, disattiva la macchina virtuale, ossia mette la macchina virtuale in uno stato che impedisce l’esecuzione di ulteriori attività. Il periodo di disattivazione è l’unico momento durante la procedura VMotion in cui gli utenti non possono utilizzare la macchina virtuale. Il periodo di disattivazione è davvero minimo, solitamente inferiore al secondo, ed è completamente trasparente all’utente.
Durante il periodo di disattivazione, VMotion completa il passaggio finale verso l’host di destinazione trasferendo lo stato del dispositivo della macchina virtuale e la mappa di bit della memoria contenente l’elenco di pagine modificate durante la migrazione. VMotion mantiene la macchina virtuale di origine attiva in modo da poterla riportare sull’host di origine in caso di guasto.
Subito dopo aver disattivato la macchina virtuale sull’host di origine, VMotion inizializza la macchina virtuale sull’host di destinazione. Una richiesta di prenotazione ARP inversa avvisa la subnet che l’indirizzo MAC della macchina virtuale si trova ora su una nuova porta dello switch. A questo punto, gli utenti accedono alla macchina virtuale sull’host di destinazione anziché su quello di origine.
Mentre gli utenti accedono alla macchina virtuale sull’host di destinazione, VMotion copia la memoria rimanente (identificata nella mappa di bit della memoria) dall’host di origine a quello di destinazione. Se in questo intervallo di tempo un’applicazione tenta di leggere o scrivere da/su una delle memorie modificate, le pagine vengono acquisite dall’host di origine.
Quando tutta la memoria rimanente è stata copiata sull’host di destinazione, questo avvisa l’host di origine che la migrazione è terminata. A questo punto, VMotion elimina definitivamente la macchina virtuale dall’host di origine.
Per poter effettuare la migrazione con VMotion, sono necessari una licenza per VMotion e una configurazione specifica.
Gli host gestiti sul cluster devono utilizzare lo storage condiviso. Lo storage condiviso è generalmente su una SAN, ma può anche essere implementato utilizzando lo storage condiviso iSCSI e NAS.
Gli host gestiti devono utilizzare i volumi VMFS condivisi o trovarsi nello storage NAS.
Inoltre, gli host di origine e destinazione devono avere un set di processori compatibili. Per la compatibilità con VMotion, è necessario che i processori dell’host di destinazione siano in grado di riavviare l’esecuzione utilizzando istruzioni equivalenti a quelle utilizzate dai processori dell’host di origine al momento della sospensione.
Benché le velocità del clock, le dimensioni della cache e il numero di core del processore possano variare, i processori devono essere dello stesso produttore (ossia Intel o AMD) e della stessa famiglia di processori (P3, P4 o Intel core).
VMotion prevede inoltre requisiti specifici per la rete.
Per effettuare la migrazione con VMotion, è necessario avere interfacce di rete configurate correttamente sugli host di origine e destinazione.
VMotion richiede una rete privata Gigabit Ethernet (GigE) tra tutti gli host abilitati per VMotion.
Ciascun host abilitato per VMotion deve avere un minimo di due schede di rete Ethernet, di cui almeno una GigE.
Per soddisfare i requisiti di compatibilità VMotion, è necessario verificare il file di swap della macchina virtuale sia accessibile all’host di destinazione.
Il file di swap delle macchine virtuali sugli host su cui sono in esecuzione ESX 3.0 ed ESX 3.0.1 è memorizzato insieme al file di configurazione della macchina virtuale. Queste macchine virtuali possono essere migrate con VMotion solo se l’host di destinazione è in grado di accedere al volume VMFS dove è ubicato il file di swap.
È possibile configurare gli host su cui è in esecuzione ESX 3.5 o ESXi 3.5 o una versione successiva in modo che memorizzino i file di swap in una di queste due posizioni: insieme al file di configurazione della macchina virtuale o nel datastore locale di file di swap specificato per l’host. Inoltre, è possibile anche impostare le singole macchine virtuali in modo che la posizione del file swap sia diversa da quella predefinita dell’host corrente.
Per informazioni più aggiornate sui requisiti per VMotion, consultare il documento Basic System Administration Guide (Guida di base all’amministrazione di sistema) per ESX e vSphere.
La procedura guidata Migrate Virtuale Machine (Migrazione di una macchina virtuale) fornisce istruzioni dettagliate su come migrare una macchina virtuale tra più host. Le opzioni del menu sono leggermente diverse, a seconda del fatto che si esegua una migrazione a freddo o con VMotion.
Per aprire la procedura guidata, selezionare la macchina virtuale da migrare dall’inventario. Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla macchina virtuale, quindi selezionare Migrate (Migra) dal menu.
Scegliere il tipo di migrazione: Change host (Cambia host), Change datastore (Cambia datastore) o Change both host and datastore (Cambia host e datastore).
In questo esempio, la macchina virtuale viene spostata su un nuovo host.
Selezionare le opzioni desiderate nella procedura guidata e fare clic su Next (Avanti) per passare alla sezione successiva. Al termine della procedura guidata, rivedere le modifiche, quindi fare clic su Finish (Fine).
vCenter Server sposta la macchina virtuale sul nuovo host. La scheda Events (Eventi) visualizza i messaggi relativi agli eventi. I dati visualizzati nella scheda Summary (Riepilogo) mostrano lo stato e la condizione nel corso della migrazione. Se durante la migrazione si verificano errori, vengono ripristinati lo stato e la posizione originale della macchina virtuale.
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vmware: pacchetti vApp
dicembre 30, 2009 by admin
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I pacchetti vApp sono compressi in formato OVF (Open Virtual Machine Format). Oltre a permettere lo scambio di appliance virtuali tra vari prodotti e piattaforme, questo formato offre numerosi vantaggi:
I file OVS sono compressi e possono essere scaricati più rapidamente.
Prima di importare un file OVF, vCenter Server lo convalida controllando che sia compatibile con il server di destinazione specificato. I file OVF supportano l’uso di un’ampia gamma di metadati per la descrizione di caratteristiche importanti come l’anatomia di un pacchetto vApp, la sua relazione con altre macchine virtuali e i
requisiti in termini di risorse e disponibilità. Un pacchetto vApp include una o più macchine virtuali che eseguono le applicazioni incluse nel servizio multiapplicazione. Ogni applicazione è già configurata per essere eseguita sull’hardware
virtuale della macchina virtuale. La pre-distribuzione delle applicazioni sulle macchine virtuali elimina la necessità di effettuare le complesse operazioni di configurazione normalmente richieste per la distribuzione di servizi multi-tier. Inoltre, consente di modificare le risorse fisiche in modo flessibile senza compromettere il servizio.
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